La missione: romanzo breve di fantascienza di Sergio De Tomi

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“Tutti accettavano le convenzioni e le regole di quel piccolo spazio vitale, tranne lui. (Mike) era un sedicenne troppo curioso e intelligente rispetto ai coetanei”

“2166. Era trascorso un secolo dall’approdo sul pianeta P16 e non c’era stato alcun progresso”.

Cos’era accaduto davvero nel 2066, cosa sarebbe dovuto accadere dopo un secolo e perché sul P16 non c’era tecnologia? Sarà la curiosità di Mike a dare una scossa agli eventi e a far scoprire al lettore che la terra aveva subito una sorta di reset non volontario allo scopo di creare un mondo migliore.
Il libro di Sergio De Tomi andrebbe letto già solo per due motivi: è scritto molto bene e la storia nasce da un’idea davvero originale. La narrazione ha come due ritmi diversi e segue gli eventi: la vita del popolo sul pianeta P16 e il dopo quando la storia si alterna in modo più frenetico tra passato e presente per far comprendere qual era davvero il disegno iniziale, quale la missione di questi pionieri, loro stessi ignari di compiti e sorti.
Alla base il tentativo di creare un mondo migliore, non corrotto, non succube della tecnologia, del potere, ma il costo dell’operazione è comunque enorme e misteri, giochi, bugie, divisioni non mancheranno…
Forse anche noi ci siamo chiesti se su questa terra non fosse necessario ripartire dall’inizio, avremmo voluto ricominciare tutto da capo, anche a livello globale, ripartire dal poco o niente, dalla vita di comunità non corrotta dalla sete di potere e dall’individualismo, temo però non sia possibile, il ‘costo’ sarebbe davvero troppo alto e non avrebbe la certezza del risultato, oltre che uno strascico morale non da poco. Tutte queste riflessioni però si possono fare (anche per migliorarsi) e ‘La missione’ sembra farle venire a galla con grande naturalezza senza imporre risposte o prese di posizione e questo non è certamente semplice per un autore.

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