Il tramezzino: romanzo breve di Luigi Siviero

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La storia di un melanconico clown, uno scrittore costretto a prostrarsi dinanzi le richieste di un produttore. Un tramezzino come causa scatenante del tutto. Sembrano questi gli ingredienti del romanzo breve di Luigi Siviero, il cui titolo è appunto Il tramezzino, pubblicato nel 2018 da Centoparole. La narrazione si apre con un clown che alla fine dello spettacolo si ritrova nel bar del teatro per mangiarsi un tramezzino, il pasto della sua serata. Andando avanti si comprenderà che si tratta di un brano del romanzo che sta scrivendo il protagonista della vicenda, che se la vede con le richieste assurde del suo produttore, che vorrebbe saccheggiare la sua opera per renderla più appetibile al lettore. Vi sono anche altri personaggi che ruotano attorno allo scrittore, la sexy segreteria del produttore Paola, che al protagonista ricorda tanto la Margot del cartone Lupin, come altre figure femminili, come Francesca, ex dell’autore e che in passato l’aveva scaricato in malo modo.

Poco più di venti minuti dopo la fine dello spettacolo il clown s era già struccato, lavato e cambiato. Lasciato il camerino in abiti civili, andò al bar del teatro e ordinò un whisky che sorseggiò in piedi al bancone. Poi sedette su uno sgabello, chiamò di nuovo la barista e fece riscaldare un tramezzino, la cena di quella sera, che poteva mangiare solo alle undici e mezza dopo due lunghe ore trascorse sul palco. Era abituato a cenare alle ore più strane e in posti sempre nuovi, dove lo portava la sua vita di attore girovago. Ormai si sentiva più a suo agio nei bar e nelle trattorie nei pressi dei teatri, piuttosto che nel suo salotto di casa. Il letto di camera gli era estraneo quanto quelli degli alberghi di periferia nei quali sostava, solitamente per una notte o due, oppure una settimana quando era fortunato e trovava un impresario che decideva di puntare sul suo spettacolo.

Si tratta dell’incipit di questa opera di 79 pagine, che passa da melanconici ad altri comici e grotteschi, giocando a tratti anche con un linguaggio quotidiano e “sporco”, comunque sempre fresco e appetibile per il lettore. In questo romanzo breve Siviero ripercorre anche in parte la sua vita, ricordando la sua esperienza da attore amatoriale, tanto è vero che il capitolo sette s’inspira a una sua esperienza diretta di prove.
Ma cosa ne sarà infine dello scrittore, del suo clown e del tramezzino? Leggete e scopritelo.

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