DC television: il potere della famiglia

Nel 2012 si conclude la prima fase del MCU con il debutto nelle sale di Avengers, diretto da John Whedon; film che determina la solida base dell’impero cinematografico Disney/Marvel fino ad Avengers: Endgame. Ma mentre il famoso team di supereroi conquista il pubblico nelle sale e incassa più di un miliardo e mezzo di dollari, la DC manda in onda, sulla rete televisiva CW, una serie apparentemente innocua: Arrow.

Lo show ci racconta la vita di Oliver Queen, ovvero Freccia Verde: viziato rampollo di una delle famiglie più ricche ed influenti di Starling City che, dopo un incidente in mare che porta alla morte del padre e 5 anni passati in un isola deserta, torna a casa per salvare la propria città e rettificare i mali commessi dal genitore. Freccia Verde non è sicuramente uno degli eroi di punta della DC, al contrario di Batman e Superman, e la sua rigidità e tendenza ad uccidere brutalmente i “cattivi” non lo rendono né amichevole né facile da simpatizzare per il pubblico: eppure questa scelta così anti intuitiva si è dimostrata vincente per la creazione di un intero universo televisivo di supereroi DC: l’ Arrowerse.

In pochi anni infatti ad Arrow si sono aggiunte altre serie: Flash, DC’s Legends of tomorrow e Supergirl. Tutte ambientate nello stesso universo (o multiverso) ci raccontano le storie dei tanti supereroi della DC che sono sempre rimasti secondari. Questa strategia ha dato alla produzione la possibilità di gestire i personaggi e le storie senza essere particolarmente legati al materiale d’origine o alle aspettative dei fan, così limitanti invece quando sullo schermo appaiono personaggi di maggiore spicco.

In 7 anni sono stati presentati decine di personaggi DC, reinventati e riadattati per la televisione, ognuno con la propria storia ed il proprio peso, e le delusioni sono state davvero rare perchè per quanto l’universo televisivo DC sia cresciuto in dimensione e successo le pretese non sono cambiate, non hanno mai finto di essere qualcosa che non sono ed ogni grande evento ha portato grandi emozioni.

Ma cosa ha davvero reso questi show così seguiti? L’ampia libertà creativa e una lunga lista di personaggi sono state di certo ottime basi di partenza, ma sono due gli elementi che hanno dato forza e coesione all’Arrowerse: la quotidianità e la famiglia.

Arrow ne è probabilmente il miglior esempio. Nel corso di 7 stagioni il pubblico segue la vita del personaggio per 12 anni, grazie all’utilizzo di flashback ogni episodio, vedendo Oliver Queen trasformarsi da superficiale e ricco bamboccio a vigilante senza scrupoli per poi diventare eroe a tutti gli effetti, con un forte codice morale, e concludere la sua storia appendendo il cappuccio al chiodo circondato da persone che lo stimano e lo amano, dopo aver salvato la sua città ed aver passato la sua eredità al team nato nelle tante avventure. Oliver affronta un viaggio ricco di esperienze legate sia alla sua vita notturna sia alla sua esistenza da cittadino, fratello, marito e amico e ci permette di crescere con lui quotidianamente mentre cade, sbaglia e si rialza in un percorso di completa redenzione e sacrificio. Attorno a lui ci sono molti altri personaggi, che condividono le loro esperienze di ogni giorno, regalandoci punti di vista sul divorzio, sull’ essere genitori, sull’amore e sulle responsabilità verso i propri cari e la propria comunità.

Questa formula è stata riportata anche negli altri show, che tramite i personaggi e la storia affrontano argomenti quali xenofobia, orientamento sessuale ed integrazione, senza aver mai paura di chiarire il proprio punto di vista e mostrare l’altra parte della medaglia. L’ultima stagione di Supergirl in particolare si getta su questi temi senza riserve.

La crescita e i problemi quotidiani hanno dato forza e voce all’Arowerse, ma la reale coesione è stata data dalla famiglia di supereroi. Infatti ogni anno le serie non hanno perso l’oppurtinità di intrecciarsi, creando eventi ed incontri in moltissimi episodi, dando la possibilità ad ogni personaggio di influenzare la vita degli altri. Flash ha imparato l’eroismo e il peso del sacrificio da Arrow, regalandogli in cambio una visione più leggera ed ottimista della vita. Supergirl ha creato una grande amicizia con Barry Allen (Flash) e ha imparato a farsi guidare da Arrow, trasmettendo nel mentre a entrambi la comprensione di ciò che è anche molto diverso da loro. E questo pattern di scambio di visioni ed esperienze si è ripetuto per tutti i personaggi di questo multiuniverso, creando legami tangibili tra tutti i personaggi.

Arrow si sta avviando verso la sua conclusione, il prossimo anno ci sarà l’ultima stagione da 10 episodi ma il destino di Oliver è già stato chiarito. Probabilmente recuperare dopo 7 anni tutti gli episodi dell’ Arrowerse è un impresa che non vale la pena consigliare ma a breve, con l’arrivo della serie dedicata a Batwoman, ci sarà un nuovo inizio per questi eroi, e forse l’opportunità per nuovi spettatori di entrare in questo mondo all’inizio di un nuovo capitolo.

Pierluca Campajola

 

 

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