Vivere a Villaco/Villach. (Seconda parte)

Di Giulio Campos

 

Molto dell’amore per l’Italia diffuso a Villaco, come in gran parte dell’ambiente germanico, passa per il cibo. Sorprenderà forse un italiano poco avvezzo alle cose dell’Austria -ma non certo un abitante del FVG che la conosce meglio!- il sapere che la bevanda di gran lunga preferita qui è il vino, non la birra. La birra, prodotta localmente dall’antico Birrificio Villacher, è apprezzata, ma come bevanda jolly, per tutte le ore, e non gode nemmeno lontanamente di quel privilegio assoluto che ha in gran parte del centro e nord Europa. Un buon bicchiere di vino bianco o rosso è senza dubbio l’alcolico più gradito: i friulani l’hanno capito e in molti locali è possibile gustare dell’eccellente prosciutto di San Daniele o Sauris con un bicchiere di Cabernet Franc o Sauvignon dei pregiati vigneti della nostra terra, qui molto apprezzati. Di più: l’amore dei locali per la bevanda di Bacco fa si che nei supermercati della grande distribuzione, in particolar modo del gruppo Despar, percepiti come di fascia superiore, sia possibile trovare ottime cantine da tutto il mondo, con particolare attenzione alla Francia, Spagna e Italia, e prezzi praticati allo scaffale uguali o persino inferiori del prezzo cantina, grazie alle economie di scala, con evidente vantaggio del cliente.
Mi rendo adesso conto che sto tratteggiando un ritratto dell’edonismo locale che può dare forse adito a qualche sopracciglio alzato, ma assicuro che il rapporto col bere si mantiene nei limiti dell’atteggiamento del bon vivant, senza particolari eccessi.
Del resto, il villachese medio è decisamente sportivo: la vicinanza immediata di molti bei laghi e dei monti con le loro passeggiate estive e le piste invernali invita all’uso del tempo libero all’aria aperta. Impossibile non notare il numero e l’assortimento dei negozi sportivi, così come il numero delle biciclette e l’estensione delle piste ciclabili.
Quest’ ambiente naturale che circonda la città è indubbiamente suggestivo. può però sorprendere e leggermente infastidire noi italiani, abituati ad una differente gestione del territorio. Mi spiego subito: sia le sponde dei laghi che le strade ed i sentieri migliori sono a pagamento, la parte per la pubblica fruizione è, come in America, scarsa, poco pregiata e poco curata. Sono sicuro che un Carinziano insorgerebbe: la quantità di boschi ‘liberi’ è grande e se uno vuole una struttura di appoggio al suo bagno lacustre perchè non pagarla? Ragione o torto che abbia, questo ci fa riflettere su un aspetto positivo del nostro Paese su cui molto di rado ci soffermiamo a riflettere, e cioè quanta parte del territorio italiano è godibile e fruibile direttamente e pubblicamente.

Il traffico sorprende per la sua civiltà e per il modo scrupoloso in cui rispetta i limiti di velocità (a volte un po’ assurdamente bassi), complice anche il fatto che la polizia austriaca non segue l’obbligo europeo di segnalare gli autovelox e di munirli di pattuglia ma ama camuffarli e renderli invisibili, salvo poi ricevere l’implacabile multa per aver sfrecciato a 38 km/h laddove il limite era di 30 km/h… Una certa provincialità e uno scarso adattamento alle cresciute dimensioni della città si nota nella regolazione del traffico: pochissime rotatorie e una selva di semafori che rallentano e intasano la circolazione invece di fluidificarla: nelle ore di punta, sulle direttrici principali, si creano veri e propri ingorghi, incongrui in una cittadina di poco più di 60.000 abitanti. Del resto, su questo argomento, a Trieste non siamo certo messi meglio, anzi peggio, considerando la maggiore importanza e dimensioni…

Il commercio a Villaco sembra piuttosto florido e attivo, grazie alla posizione baricentrica rispetto alla Carinzia orientale, alla vicinanza con l’Italia e la Slovenia (moltissimi acquirenti transfrontalieri) e al fatto che la cittadina è il centro di maggiore rilevanza dell’area. Nei negozi in città, nelle ampie aree commerciali e soprattutto nei centri commerciali a ridosso del centro si trova di tutto, di buona qualità e a prezzi piuttosto ragionevoli. Anzi: specie per un acquirente del FVG sorprende l’abbondanza e la varietà di merce e provoca un amaro e allarmato ragionamento sullo scadimento dell’offerta commerciale nella nostra regione e sulla politica dei prezzi in genere in Italia, chiaramente legata a quella fiscale. Questo risulta con anche maggiore evidenza nella ristorazione: si mangia in genere piuttosto bene, e in ristoranti anche molto curati i prezzi sono sensibilmente inferiori a quelli praticati in Italia per pari categoria. Sapendo scegliere il posto e l’ora (p.es. negli ottimi ristoranti dei centri di arredamento come Lutz, Kika etc.) si può mangiare ottimamente a prezzi davvero bassi, tanto da sorprendere col raffronto di quelli praticati nell’alimentare al supermarket, questi si superiori a quelli italiani: un’incongruenza questa, le cui ragioni non ho ancora del tutto compreso, a esser sinceri.

La vita ferve soprattutto di giorno. Dopo la chiusura dei negozi la città, come del resto la maggior parte delle realtà austriache, si fa alquanto sonnacchiosa, almeno per i nostri standard. Le potenzialità non mancherebbero: i villachesi sono dei bon vivents, come abbiamo detto, il posto è piacevole, il lungofiume sulla Drava che oggi è piuttosto sottoutilizzato, potrebbe offrire molto. Forse quello che davvero manca, a Villaco, è una Università che garantisca la presenza di giovani non adolescenti, interessati ad una vita se non notturna almeno serale. La storica ‘rivale’ Klagenfurt (tra le due città vi è un certo simpatico campanilismo simile a quello tra Trieste e Udine), più grande e più ‘cittadina’, è messa leggermente meglio, anche grazie appunto alla presenza di un teatro di un certo prestigio e di un’Università.
Certamente, per un triestino abituato alla nostra movida abbastanza frizzante, come livello siamo piuttosto lontani. Del resto però, come abbiamo detto all’inizio, Trieste e il weekend al mare sono a soli 120 minuti di autostrada: un ‘pedaggio’ più che accettabile, come conferma la quantità di targhe automobilistiche VI e VL in giro sulle Rive il sabato sera, specie nella bella stagione.

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