45°36’N13°46′ E

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[Di Esubalew De Gironcoli]

Da tempo immemore, sei settimane prima del primo plenilunio primaverile, vi sono sette giorni di festeggiamenti. Sono giorni in cui le leggi e le morali che guidano il cosmo vengono sospese e sostituite da un limbo privo di “giusto” e “sbagliato”. È allora che tutte le Creature si danno appuntamento, scendono o salgono nel mondo degli Uomini. Quest anno non voglio partecipare, preferisco la quiete del bosco al marasma di anime che vagano in Paese, ma alle 21.30 mi arriva la chiamata, sono stato convocato. Sospiro. Chiudo gli occhi e mentre ascolto il gorgoglio dell’acqua accanto a me conto lentamente, voglio rimandare il risveglio di ancora un poco. Li riapro, sono in Piazzale Curiel, ho sbagliato coordinate di qualche metro. Impreco, poi mi metto a cercare la strada per piazza Marconi.

Cammino per le vie del centro, il caos che mi circonda è poco più di un brusio alle mie orecchie tanto sono concentrato a percepire la Presenza che mi ha convocato. Mi muovo in silenzio, i piedi che sfiorano delicatamente il terreno, il corpo che si muove come un fluido nella fiumana di Umani, mi pare di espandermi e comprimermi a seconda degli spiragli che trovo. Tengo il bavero della giacca alzato e tento di osservarmi intorno senza essere osservato, vedo Umani, Bestie, Mostri e altre creature, raramente pure, ma è per queste ultime che sono dispiaciuto, non paiono rendersi conto di dove siano.

Cammino ormai da una decina di minuti quando mi immetto finalmente nella piazza corretta, mi appiattisco contro una parete e studio la situazione, chi mi ha convocato è alla mia sinistra, da qualche parte, non posso arrivarci senza che gli Altri sappiano che ci sono. Poco importa, in due possiamo affrontare qualsiasi rischio. Sgusciando tra i corpi arrivo fino allo stand dove mi attende, indossa un travestimento da Boba Triestina e mi porge uno spritz, deve avermi sentito arrivare. Conversiamo per qualche minuto, ci aggiorniamo sulle nostre vite e commentiamo questo curioso raduno di cui siamo testimoni, poi finalmente mi svela perché mi ha convocato. “Serve che osservi, se devi intervenire sei libero di farlo, per il resto basta che mi copri le spalle, non posso chiederlo a nessun altro” lo dice con lo stesso tono che ha tenuto per tutta la conversazione ma sento che è molto importante che non sottovaluti la sua richiesta. Accetto. Continuiamo a sorseggiare il bicchiere per un po’ poi ci muoviamo, lo seguo, si districa tra la folla con un’abilità invidiabile e pare che a stare al passo con lui ci si renda invisibili, una sensazione molto piacevole. Arrivati dall’altro lato della piazza compare una ragazza, è vestita da tigrotta e parrebbe non a caso, si salutano con circospezione l’aria è tesa, lei sembra pronta a sbranare, lui a difendersi. Attimi che durano poco, il tempo di ordinare da bere, ci presentiamo, sembra simpatica. Guardo il mio amico, mi fa cenno con la testa, sembra che questa sia la nostra missione.

Adesso è la Tigre a guidarci per le strade del Paese, ci si muove come chi ci è nato e cresciuto, deve aver partecipato a molte Adunate prima di questa. Ci metto poco a capire che non siamo noi la sua scorta bensì lei la nostra. Ci spostiamo da Jimmy, ci sono delle cose da fare a quanto pare, non è affare che mi riguarda, il mio compito è solo osservare. La Tigre e la Boba Triestina conversano sporadicamente, io osservo quello che mi circonda. Finisco a conversare con due ragazze, cerco di capire se siano umane o solo travestite da tali, mi decido per la prima opzione e mi sorprendo quando scopro che conoscono la Tigre, avrei detto che temevano le bestie feroci, forse non riescono a vederla o pensano sia solo un travestimento ma non ho il tempo di indagare perché si dileguano nel nulla. Siamo rimasti soli io e la Boba Triestina, beh soli quanto lo si può essere a una festa in cui un DJ urla insieme a tutti i partecipanti. Compare uno Sciatore, non sorride molto e si scopre essere il fratello della Tigre, inizio a trovare la cosa piuttosto bizzarra ma non dico niente, mi è stato chiesto di osservare e così faccio. Sembra che stiamo aspettando qualcosa o qualcuno e l’aria si fa tesa. Pare che a nessuno piaccia aspettare o forse l’attesa è segno di qualcosa di brutto. L’aria è in fermento, dobbiamo muoverci, solo le Creature si sono accorte che l’atmosfera si è fatta elettrica, gli umani continuano a festeggiare mentre noi ci muoviamo a passo sempre più veloce verso Est. Qualcosa deve succedere e noi lo sappiamo.

Arriviamo al Grande Spiazzo e ci è subito chiaro che è meglio non disperdersi. Gli umani per tutelarsi hanno riempito il territorio di poliziotti e guardie armate, purtroppo possono poco verso le Creature ed è compito nostro occuparci di loro. O meglio è compito della Rete a cui appartiene la Tigre, io sono spettatore esterno, giriamo per tutti gli angoli, ci spostiamo per passaggi secondari e io ho modo di osservare quante Anime siano stipate in così poco spazio, quante vite diverse e quante emozioni. Anime felici e tristi, anime arrabbiate e ferite. Tutte che ballano sulle note dell’alcol e della droga, uno scenario piuttosto affascinante se non ci si lega troppo alla natura immorale del discorso, in fondo siamo nel Limbo. Un ragazzo piange, è disperato, il suo cuore è frantumato a terra. I suoi amici cercano di raccoglierne i cocci, di sistemarlo, sarà una lunga notte per loro, noi proseguiamo.

Decidiamo di accamparci ad Ovest quella sarà la nostra base operativa, tutti quelli della Rete passano regolarmente a lasciare informazioni ed acquisirne di nuove, io e la Boba Triestina ne approfittiamo per rilassarci un pò e bere un bicchiere. Poi ci separiamo, io sono curioso di parlare con un ragazzo, voglio capire se è una Creatura. Mentre ci sto conversando qualcuno mi parla, senza pensarci gli ringhio contro, un ringhio cattivo e violento come la Bestia che sono, mi sorride e chiede scusa per avermi interrotto. Mentre finisco di parlare con il ragazzo, ormai appurato essere un Umano, mi rendo conto che quello a cui ho ringhiato è un Mostro e neppure da sottovalutare. Gli chiedo scusa per aver reagito in maniera oltremodo cattiva, sembra capire poi uno del suo branco lo mette in imbarazzo e lui porge nuovamente le sue scuse, sembra che una guerra sia stata sventata. Sollievo che dura poco perché a pochi metri di distanza una ragazza aggredisce un ragazzo, colpendolo ripetutamente con una violenza tale da costringerlo a indietreggiare fino a cadere addosso a uno della Rete. L’aria ora è tesissima lo scontro è inevitabile, bisogna intervenire prima che la Security sia sul posto. Mentre capisco questo la Boba Triestina è già nella mischia, prende il compagno della Rete e lo tiene lontano, mi precipito ad aiutarlo. In pochi secondi ci sono altri compagni, fanno scudo se dovesse arrivare la polizia, nessuno deve essere preso, non quella sera. Riusciamo a farlo dileguare nella notte, poi raggiungiamo la Tigre. Tutti i volti compromessi devono sparire e noi con loro, non ci resta che salutarci. Ci sarà un’altra Adunata e un’altra occasione di incontrare la Tigre.

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