37esima edizione del Festival della Canzone Triestina: tanti ospiti attesissimi

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37esimo Festival Canzone TriestinaCome di consueto, anche quest’anno il Festival della Canzone Triestina è arrivato al Politeama Rossetti di Trieste.
Fulvio Marion, presentatore del Festival triestino, giunto alla sua 37esima edizione, ieri sera ha introdotto le canzoni in gara e i tanti ospiti attesi.

Un video di una locomotiva in partenza dalla storica stazione di Campo Marzio, sulle note del celebre brano “Trieste mia”, ha dato inizio alla serata.
La parola è passata all’Assessore allo sviluppo ed attività economiche, Edi Kraus, che ha portato i saluti del Sindaco Roberto Cosolini.

I primi ad esibirsi sono stati Ruggero Giraldi e il Gruppo “Sardela” con il brano “Vose mia”, un augurio a tutti i partecipanti a questo Festival. Il microfono è poi passato al CoroE noi cantemo” dell’associazione “Rena Vecia”, formato da più di venti elementi che, assieme al duo “Chitare Dispetinade” ha regalato al pubblico un’allegorica narrazione di una vicenda familiare con “Nel ciaro dela luna”.

Tante sono state le citazioni alla città di Trieste e alle sue grandi personalità: un esempio è la terza canzone dal titolo “Trieste in Blues”; un titolo legato alla Trieste di oggi, con uno sguardo alle particolarità del passato. Con questo brano Dino Bronzi assieme a due coristi ha ricordato una Trieste letteraria, i suoi usi e costumi, il mitico “Omo Vespa” e perfino “Un can, quel amico de Lelio, che no iera furlàn!”.
Altro tuffo nel passato è l’amarcord di un caffè una volta molto frequentato, che purtroppo non c’è più: “Cafè Milano” (si trovava in via Giulia), un pezzo interpretato raffinatamente da Alessandro “Freccia” Pribaz.

Simpatica rappresentazione quella di Eva Pascal e del Gruppo ClanFa# che con la canzone “Promo” hanno fatto sorridere il pubblico.
Anche i “B’m’B” hanno ricordato la città di Trieste, in particolare “El paron”, ovvero Nereo Rocco, grande personalità sportiva, con il brano “Chi ga conossu ‘el paron‘”. Non poteva nemmeno mancare un brano dedicato a “Gioni” – un americano del GMA – dal titolo “Diavolo Blu”. A fare da sfondo alla cantante Manuela Sapla è stata l’interpretazione armoniosa di Giulio Menegaldo e Clarissa Benedetti, due ballerini della scuola di danza Club Diamante.

Con “Stela de sto mondo” eseguita da Massimiliano Riccio e “Trieste vivi ancor” con Patrizia Stoppari e Marino Sterle, accompagnati dalla “Ele Dance”, si è respirata un’atmosfera profonda e ricca di emozioni. Allegra e divertente, invece, la canzone “Go l’acento carsolin” dei “I sCarsolini”.

Nella prossima vita” ognuno vorrebbe, nonostante tutto, mantenere le cose più care. È stata Giusy assieme alle coriste Joy e Katy a raccontarlo, o meglio a cantarlo, al pubblico.
Franco Bussani, Dario Bolsi e le “Badanti” hanno eseguito un idillio al tramonto in chiave briosa con “Se non te sento più”; mentre con “Senza de tiOlivia Possegna, accompagnata alla chitarra e al contrabbasso, ha sottolineato l’amarezza sentimentale.
A chiudere la prima parte della serata sono stati i Sardoni Barcolani Vivi con l’esilarante brano “Me Pindolo”.

Bobby SoloAltre emozioni con l’ospite speciale tanto atteso Bobby Solo che si è cimentato in una “Trieste mia” davvero originale, per poi proseguire con la canzone che suo papà cantava a sua mamma: “E no la me vol più ben”, che il pubblico ha canticchiato.
Ha successivamente raccontato qualche simpatico aneddoto legato alla sua famiglia e alle sue radici triestine: “Avevo due zie: zia Regina in via Sette Fontane, che aveva sposato il fratello di papà, Isidoro; invece, la mia zia Edwige era una zitella che viveva con mia nonna in via Raffineria, vicino la caserma dei pompieri. Io ero piccolo, allora la zia Edwige era una zitella di più di settant’anni, ma era una zitella buona e quando avevo dodici anni mi faceva fumare le sigarette giubek, e mi faceva bere il vino e poi mi preparava un’insalata ‘de radiceto’, e mi faceva anche gli sgombri con la polenta. Sono i ricordi più belli”.

Ma Bobby Solo non ha smesso di stupire il pubblico nemmeno per un attimo e, parlando in triestino, ha raccontando un divertente dialogo tra i suoi genitori: “Mio papà diceva: ‘Maria non sta meter zivola che me brusa el stomigo’ e mamma: ‘Ma dai Bruno, non sta bazilar‘”.

Graditissimo dal pubblico triestino anche l’omaggio a Elvis e le due famosissime canzoni, entrambe finite al Festival di Sanremo, “Se piangi, se ridi” e “Una lacrima sul viso”, che hanno emozionato i cuori nostalgici e non solo. Ad accompagnarlo alla chitarra Silvia Zaniboni e alla tastiera Marco Quagliozzi. Veronica Neglia, Miss Trieste 2015, Livio Cecchelin e Fulvio Marionha consegnato a Bobby Solo il Premio Speciale 2015.
Mentre a Ileana Pipitone è stato dato il premio del 12.o Concorso Interregionale “La canzone dialettale del triveneto” con il brano “Un treno per dove” di Maxino.

Tanto attesa anche la presenza di Livio Cecchelin, che ha ricevuto il Premio Triestinità. Prima dell’entrata in scena di Alessio Colautti, il suo compagno di viaggi, Cecchelin ha eseguito alla tastiera un medley di canzoni conosciute dai triestini come “El can de Trieste” e “Te voio ben”.

Sono state risate assicurate con Alessio Colautti molto amato dal pubblico per la sua elegante ironia e comicità: “Non servi bater le man che gavemo poco tempo”.
Accompagnato al piano da Livio Cecchelin ha interpretato tre pezzi che gli spettatori non hanno potuto non cantare: Mio Caro Johnny, Politica In Famea e Ricordo (Fazeva i grili).

La serata si è conclusa con la canzone vincitrice di questa 37esima edizione del Festival della Canzone Triestina: Alessio ColauttiSe no te sento più ” cantata da Franco Bussani, Dario Bolsi e le “Badanti”.

Al secondo posto “Nella prossima vita”; al terzo “Nel ciaro dela luna”; mentre la segnalazione di merito è andata ai Sardoni Barcolani con “Me Pindolo”; invece il Premio della critica a “Stela de sto mondo”; infine il Premio allo spettacolo a “Go l’acento carsolin”.

I voti sono stati assegnati dal pubblico e da una giuria formata da: Deborah Duse (cantante), Giuliana Stecchina (insegnante di arpa al Conservatorio Tartini di Trieste), Edoardo Milani (produttore e musicista), e Marino Attini (Presidente U.I.C.I. – unione italiana ciechi e ipovedenti di Trieste).

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata. 

Le canzoni in gara:
Vose mia (Lorena Capello e William Costanzo): Ruggero Giraldi e il gruppo “Sardela”:
Nel ciaro dela luna (“Pietro Trofonio”): Coro “E noi cantemo…” e il duo “Chitare Dispetinade”.
Triestin in blues (Dino Bronzi): Dino Bronzi.
Cafè Milano (Nevio Mastrociani Bertola): Alessandro “Freccia” Pribaz.
Promo (Andrea Bussani): Eva Pascal e il Gruppo ClanFa#.
Chi ga conossù el paron (Marco Grandis e Paolo Piani): I “B’m’B”.
Diavolo blu (Sofia e Laura Cossutta): Manuela Sapla.
Stela de sto mondo (Edy Meola e Massimiliano Riccio): Massimiliano Riccio.
Trieste vivi ancor (Alex Vincenti): Patrizia Stoppari e Marino Sterle.
Go l’acento carsolin (Kim Furlan e Tommy Budin): “I sCarsolini”.
Nela prossima vita (“Maxino”): Giuly e le coriste.
Se no te sento più (Franco Bussani): Franco Bussani e Dario Bolsi.
Senza de ti (Raffaele Prestinenzi): Olivia Possegna.
Me pindolo (Davide Chersicla e Riccardo Valente): “I Sardoni Barcolani Vivi”.

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